In questo periodo il SISTEMA A CAPPOTTO è in assoluto il sistema edile che più si trova sulla bocca di tutti: addetti ai lavori e non….tutti ne parlano, tutti lo cliccano su Google ed in molti stanno cercando il modo per sfruttare il bonus 110% e montarlo sopra il vecchio intonaco di casa propria.

Auguro a tutti di riuscirci poiché senz’altro è il modo più semplice per ridurre i consumi energetici e l’inquinamento dovuto al particolato che esce dai nostri camini e contemporaneamente consente di rifare il look alla propria casa e farla ritornare praticamente come nuova!!!

A tutti coloro che ci riusciranno auguro anche di incontrare, nel percorso di riqualificazione del proprio immobile, tecnici ed imprese preparate nell’affrontare questo sistema così funzionale e veloce nel montaggio, ma che ahimè può nascondere parecchie insidie che se affrontate non correttamente o con superficialità (come a volte accade) possono portare a gravi difformità estetiche e funzionali del nostro sistema a cappotto.

REGOLA N°1: 

COME EVITARE IL FAMOSO CAPPOTTO A POIS

Quando si vive in un paese in cui le temperature possono scendere molto nella notte, la natura mette in risalto anche i più piccoli ponti termici. In questo caso la superficie esterna del tamponamento é ricoperta da un sottile strato di brina ed i tasselli a battuta, di tipologia tradizionale per il fissaggio del cappotto termico, creano un leggero flusso di calore che dall’interno dell’abitazione va verso l’esterno: ciò comporta lo scioglimento puntuale della brina e, quindi, una differenza cromatica in facciata che crea il fastidioso fenomeno visibile nelle foto.

Per evitare che ciò accada è sufficiente incassare all’interno dell’isolante i tasselli e ricoprirli con idonei tappi del medesimo isolante che si monta, in questo modo si annulla il ponte termico.

Nei video successivi illustro la posa di due sistemi di fissaggio idonei per evitare il fastidioso effetto a Pois.

TASSELLO A SCOMPARSA CON TAPPO IN EPS   

https://youtu.be/PfqUGDFLSes

TASSELLO ELICOIDALE A SCOMPARSA                 

https://youtu.be/uySdjl7zons

REGOLA N°2:  

COME EVITARE CHE IL CAPPOTTO ASSORBA COME UNA SPUGNA

Molto spesso i tecnici lo danno per scontato e lasciano l’iniziativa alla perizia del posatore: la prima lastra di partenza, tecnicamente definita “zoccolatura”, deve essere tassativamente in EPS ad alta densità o addirittura in XPS, anche e soprattutto nel caso di sistemi a cappotto realizzati con isolanti fibrosi che per loro natura assorbono molto di più (tipo lana di roccia e fibre naturali).

Per i non addetti ai lavori, la lastra di partenza del materiale idoneo si distingue dal fatto che è più rigida al tatto e di colore diverso rispetto alle altre (vedi foto sotto)    

Come si nota dalle foto, per buona norma, la lastra di zoccolatura va posata leggermente sollevata dal piano di scorrimento, in modo da non essere a diretto contatto con l’umidità del supporto.

Molto spesso, soprattutto in ambito garage, capita di dover posare l’autobloccante contro la prima lastra di partenza del cappotto, in questo caso anche gli EPS non assorbenti ad alta densità possono non bastare perché l’autobloccante contiene acqua che ristagna, in questo caso sarà necessario anche impermeabilizzare la prima lastra con idonei prodotti impermeabilizzanti cementizi sui quali poi andrà posata la rasatura armata (vedi foto)                                

REGOLA N°3:

EVITARE COLORI TENUI NEL CASO DI EDIFICI SENZA CORNICIONE

Grazie alla mia esperienza nel settore dei sistemi a cappotto ed alle centinaia di interventi realizzati, e costantemente monitorati lungo il loro corso di vita, ho scoperto purtroppo i punti deboli del sistema: uno di questi è senza dubbio il veloce deperimento del rivestimento colorato nelle facciate a nord soprattutto se siamo in presenza di immobili senza cornicione.

Nelle facciate a nord d’inverno il sole non asciuga mai la rugiada superficiale, se a questo si aggiungono poi le tipiche precipitazioni invernali l’umidità in facciata rimane costante per mesi interi ed è per questo motivo che sul rivestimento si formano, con più facilità, alghe e muschi che sono più visibili nel caso il rivestimento di colore chiaro. Ovviamente ci sono metodi abbastanza indolori per sistemare questa problematica, ma ciò presuppone la posa di un bonificante antialga e di un nuovo tinteggio da parte di un’impresa specializzata. (vedi esempio)

https://www.albertomotta.it/ferri-solution/sistema-16-ripristino-cappotto-ammalorato-distaccato-condominio-via-montemuro-medesano-pr/

Il consiglio che posso dare nel caso il vostro immobile presenti le caratteristiche sopracitate: zero cornicione e desiderio di colori tenui, è quello di richiedere all’impresa un rivestimento colorato con al suo interno una MAGGIORAZIONE DI ANTIALGA. Le aziende produttrici (serie) possono soddisfare la Vostra richiesta, ma se non lo fanno o trovano scusanti ponetevi pure qualche domanda…..

REGOLA N°4:

MEGLIO I DAVANZALI A GUSCIO IN EPS RISPETTO A QUELLI IN PIETRA

https://www.albertomotta.it/sistemi-cappotto/sistema-a-cappotto-neviano-degli-arduini-parma-2/

 

Per tantissimi motivi consiglio sempre di evitare costose ed invasive opere murarie per sostituire i davanzali esistenti poiché sono più i problemi che i reali benefici. L’unico motivo per scegliere un davanzale tradizionale per un ripristino è prettamente di natura estetica, poiché si preferisce una pietra particolare piuttosto che un davanzale in EPS rivestito di resina cementizia che potrà essere smaltato del colore che più si desidera.

  • Innanzitutto il davanzale a guscio è in EPS (materiale isolante) e corregge validamente il ponte termico, cosa altrimenti impossibile in caso di sostituzione
  • Semplice da posare non necessita di opere murarie e soprattutto non invade l’interno dell’abitazione
  • Essendo la parte in appoggio di soli 2 cm non si deve modificare il serramento esistente
  • Non assorbe acqua a differenza delle pietre e non crea inestetismi al di sotto di esso (vedi foto)

REGOLA n°5:

NON ACCONTENTARTI DEL SOLITO CAPPOTTO… SE GRANDINA SECONDO TE COME SI RIDUCE ???

Un tema veramente poco affrontato, ma che io come tecnico commerciale ho preso a cuore, è quello della resistenza agli urti in caso di grandine del sistema a cappotto.

La grandine è un po’ come il terremoto…tutti pensano che non possa colpirti direttamente come d’altronde ci auguriamo tutti….ma quella volta che ti colpisce, credetemi, vale per tutte le altre volte che non ci ha sfiorato!

Il sistema a cappotto tradizionale purtroppo ha una bassa resistenza agli urti, la sua “difesa” è una rasatura armata che quando va bene è di 6-8 mm a protezione di un isolante che nel caso degli EPS, volgarmente chiamati polistiroli, ha una bassa densità (20 kg/mc), troppo poco per resistere alle grandinate che abbiamo visto cadere negli ultimi anni.

Esiste però un sistema che utilizza una lastra isolante in EPS ELASTICIZZATO con la faccia esterna ricoperta di zigrinature alte 6 mm che una volta riempite con un rasante a resistenza maggiorata nello spessore di 10 mm (oltre ai 6 mm di riempimento della zigrinatura stessa del pannello) permette al sistema di raggiungere un livello di resistenza all’urto > 15 J grazie al quale si riesce a certificare il sistema CON RESISTENZA AGLI URTI ANTIGRANDINE.

Video cantiere in esecuzione

https://m.youtube.com/watch?v=1lgE_bcI4Ss

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